Ennesima presa per il naso del nostro governo: nell'ultima finanziaria è stata prevista una clausola che permette l'esensione deal canone RAI. Direte: "benissimo!!".
Una mazza, rispondo io! Infatti, le modalità sono quelle classiche della presa per il culo. L'esenzione può essere concessa solamente a chi ha almeno 75 anni (facciamo notare che l'aspettativa di vita media in Italia è proprio di 75 anni per i maschi, un po' di più per le femminucce), avere un reddito bassissimo, cioè quello della famosa pensione minima da 516,00 euro al mese.
Inoltre, il reddito di riferimento è quello cumulato con il coniuge, quindi pare fatta apposta per chi è vedovo o single/divorziato. Ultima chicca: vale solo per il luogo di residenza. Chi ha una seconda casa o ha domicilio in altro luogo, deve pagare...
Tra l'altro, per chi vive della sola pensione minima, il costo attuale del canone penso equivalga alla scelta tra mangiare e stare a digiuno per 2 settimane...
Carissimi, l'Italia fa sempre più schifo!!!
domenica 4 maggio 2008
Sei vecchio, solo e povero? Non paghi il canone RAI
martedì 26 febbraio 2008
Anche Repubblica.it contro il Canone RAI
Sta andando benissimo la raccolta firme per la petizione contro il Canone RAI indetta da Repubblica.it.
Il noto portale di uno dei principali quotidiani italiani si è concentrato sull'abuso per cui la RAI pretenderebbe il canone non solo dai possessori di apparecchi televisi (indipendenemente dal fatto che guardino le loro schifezze di trasmissioni o meno) ma anche da chiuque possieda un PC o un videofonino, in quanto "apparecchi adattabili alla ricezione televisiva". Il tutto è chiaramente imbarazzante (manca solo che facciano pagare il canone anche a chi ha un videocitofono o una lavatrice con un display...).
La motivazione indicata da Repubblica.it per avviare la raccolta firme è la seguente: "Con lettere di sollecito dai toni quasi minatori la Rai dà la caccia ai cittadini che non pagano il canone Tv. Non solo, da un po' di tempo, la missiva comprende una frase in cui si precisa che il canone andrebbe pagato anche per "personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali". Questo perché il decreto del 1938 che istituisce il canone (allora solo per la radio) stabiliva che la tassa andava pagata su ogni "apprecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni". I consumatori e il mondo internet si ribellano all'idea di questa tassa assurda. Anche a noi di Repubblica.it, questi metodi sembrano ingiusti e sbagliati. Per questo promuoviamo una raccolta di firme".
Firmate gente, firmate!!!
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lunedì 10 dicembre 2007
Petizione "Aboliamo il Canone RAI"!!!

Da questo link è possibile aderire alla petizione per abolire il Canone RAI che, ogni anno, colpisce ingiustamente milioni di famiglie di onesti lavoratori che si guadagnano col sudore neanche 2.000,00 euro a testa al mese (mentre ai soliti quattro pirla vengono regalati milioni di euro per fare gli idioti in televisione).
Firmate gente!!!
http://www.utelit.it/aboliamo.asp
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Vademecum del Canone Rai
Ecco una serie di importantissime informazioni per capire chi, come e dove deve pagare e chi, invece, non deve pagare il Canone RAI:
Quanto si paga. L’importo annuale è di 99,60 euro e va pagato entro il 31 gennaio. Si può pagare anche ogni 6 mesi (50,83 euro, entro il 30 giugno) oppure ogni 3 mesi (26,47 euro). Chi sottoscrive un nuovo abbonamento, non è tenuto a pagare l’intero anno, ma solo i mesi che restano fino al prossimo 31 gennaio.
Perché si paga. Il canone è un’imposta sul possesso o sulla detenzione di un apparecchio adatto a ricevere il segnale televisivo.
Chi paga. Chiunque abbia una TV o un cellulare Umts, un Tvfonino, un videoregistratore, un personal computer o un masterizzatore di Dvd (!!!!!). Paga anche chi non guarda la Rai, o non la riceve correttamente.
Uno solo. Ogni famiglia, se i componenti risiedono tutti nella stessa abitazione, deve pagare un solo canone. Chi possiede più di un abitazione, paga un solo canone. Se una coppia convive, paga un solo canone. Esistono casi particolari. Ad esempio: se un padre di famiglia possiede due abitazioni, e il figlio ha la residenza nella seconda casa, devono pagare entrambi.
Lettere di sollecito. Arrivano anche senza ragione, e invitano perentoriamente a sottoscrivere il canone. La Rai le spedisce a caso, a tutti gli italiani che non pagano il canone, anche se hanno un familiare che assolve l’obbligo. La lettera ha un tono vagamente inquisitorio, ma non bisogna spaventarsi: riceve questi avvisi anche chi è perfettamente in regola.
Ritardato pagamento. Dal 2 febbraio al 31 marzo, si paga una sovrapprezzo di 3,90. Dal 2 marzo al 31 luglio, diventano 7,81. Chi tarda fino ad agosto, paga 11,71 euro, che a settembre diventano 15,62 euro. Nei mesi seguenti scattano gli interessi di mora: la percentuale cresce in misura proporzionale al ritardo. Questo vale per i titolari di abbonamento. Gli evasori rischiano di pagare, in totale, circa 400 euro.
Decesso. In caso di decesso dell’abbonato la Rai chiede il canone a un erede con la stessa residenza.
Disdetta. Per disdire l’abbonamento Rai bisogna dimostrare di non avere più un televisore. Ci sono tre modi: presentare un certificato di rottamazione, oppure, se la tv viene ceduta, bisogna denunciare alla Rai i dati anagrafici del beneficiario. Si può disdire anche senza particolari motivazioni (pagando 5,16 euro): basta chiederlo con raccomandata. In tal caso, la Guardia di Finanza deve presentarsi al domicilio e sigillare la tv in un sacco di juta. In ogni caso, la Finanza può presentarsi solo su appuntamento, e se il titolare è d’accordo. Di solito, i finanzieri non si presentano affatto.
Controlli. La Guardia di Finanza non può accedere in casa per controllare la presenza della tv. Chi ha già sottoscritto l’abbonamento ma non lo paga, però, può ricevere una visita dell’ufficiale pignoratore.
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